SABATO 27 GENNAIO
a
FOLIGNO
presso la Sala Rossa del Palazzo Trinci
in Piazza della Repubblica
INVITO ALLA CITTADINANZA
PER UN MOMENTO DI RIFLESSIONE
CON LA VISIONE
DEL DOCUMENTARIO
“LA MORTE NEGATA”
ingresso dalle ore 16.30 con termine alle ore 20
Come ha spiegato il regista Alessandro Amori questo non è un film sul Covid o sui vaccini, è un film sulla sanità e sull’umanità, focalizza gli aspetti psicologici delle problematiche vissute dai parenti delle persone finite in ospedale durante lo stato di “emergenza Covid”, e di come hanno vissuto la totale mancanza di comunicazione messa in atto dal momento in cui ai loro cari, a prescindere dalle condizioni di salute, dai reali sintomi, veniva fatto il tampone… Emerge una realtà distopica, fatta di soprusi e di vere e proprie privazioni dei diritti umani. E’ un documentario che denuncia un’istituzione sanitaria che non tiene e che fonda la sua etica, non correttamente come dovrebbe, ovvero sul giuramento fatto prima di dover iniziare la propria professione medica: « Consapevole dell’importanza e della solennità dell’atto che compio e dell’impegno che assumo, giuro:
- di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione;
- di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza nel rispetto della dignità e libertà della persona, cui con costante impegno scientifico, culturale e sociale ispirerò ogni mio atto professionale;
- di curare ogni paziente con scrupolo e impegno, senza discriminazione alcuna, promuovendo l’eliminazione di ogni forma di diseguaglianza nella tutela della salute;
- di non compiere mai atti finalizzati a provocare la morte;
- di non intraprendere né insistere in procedure diagnostiche e interventi terapeutici, clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati, senza mai abbandonare la cura del malato;
- di perseguire con la persona assistita una relazione di cura fondata sulla fiducia e sul rispetto dei valori e dei diritti di ciascuno e su un’informazione, preliminare al consenso, comprensibile e completa;
- di attenermi ai principi morali di umanità e solidarietà nonché a quelli civili di rispetto dell’autonomia della persona;
- di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina, fondato sul rigore etico e scientifico della ricerca, i cui fini sono la tutela della salute e della vita;
- di affidare la mia reputazione professionale alle mie competenze e al rispetto delle regole deontologiche e di evitare, anche al di fuori dell’esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione;
- di ispirare la soluzione di ogni divergenza di opinioni al reciproco rispetto;
- di prestare soccorso nei casi d’urgenza e di mettermi a disposizione dell’Autorità competente, in caso di calamità;
- di rispettare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che osservo o che ho osservato, inteso o intuito nella mia professione o in ragione del mio stato o ufficio;
- di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della professione».
Bene domandarsi se le testimonianze del documentario rappresentino pochi casi rari. Noi, associati di GRUDI siamo convinti di no.
Ogni giorno si hanno testimonianze passive di chi, pur avendo subito simili ingiustizie, hanno il timore di denunciarle per non riuscire a sopportare ulteriori carichi sia emotivi che fisici e, perché no, economici, i quali si aggiungerebbero a quello già oltremodo pesante dato dalla elaborazione di un lutto, reso difficilissimo da quelle stesse condizioni sanitarie descritte anche dalle testimonianze del documentario.
Con ciò, non intendendo colpevolizzare tutti i soggetti del sistema sanitario, tra i quali ci sono e ci saranno stati diversi soggetti del personale medico ed infermieristico leali ad una pratica deontologica in “scienza e coscienza”, nonostante abbiano dovuto contrastare i fortissimi “condizionamenti”.
Ma anche osservando ed avendo osservato, come l’adozione dei “protocolli”e delle “linee guida” abbiano portato alla fine indegna della medicina in “scienza e coscienza”.
In estrema sintesi, dispiace dirlo, ma crediamo che ciò abbia avviato un velocissimo processo, che non potrà che portare anche alla fine della coscienza umana, in quanto coscienza – per così dire – “agente, agìta ed agibile” da parte di ogni singolo medico, se non di ogni essere umano.
In altre parole, siamo convinti che non si debba più nascondere il fatto che la conseguenza della imposizione istituzionale a delegare le diagnosi a protocolli di cura ed a rendere plausibile e normativa la delegabilità delle decisioni di cura ai protocolli stessi, piuttosto che continuare ad ascriverle alla coscienza ed alla competenza del personale medico, stia portando – in realtà – a far delegare la personale coscienza e conoscenza del medico al sistema di IA (intelligenza artificiale): fatto ben visibile in ogni settore digitalizzato delle relazioni umane, che forse proprio per questo non meriterebbero più di essere chiamate tali.
Riapproriarsi del diritto ad avere una coscienza umana non delegata e non delegabile è certamente compito inderogabile di ogni essere umano, che voglia avere una coscienza attiva ed intenda evolvere in un percorso coscienziale senza strumenti (intesi per tali i protocolli, le linee guida, e tanto più l’Intelligenza Artificiale)), che appaiono ormai essere considerabili -nella migliore delle ipotesi – come protesi coscienziali, e che invece di essere aumentative, nella realtà depauperano ogni soggetto di quella che veniva chiamata, e vorremmo che ancora lo fosse, dignità umana e/o ciò che ne è principale qualifica identificativa dell’essere umano: l’umanità.
Per ciò crediamo che Alessandro Amori abbia ragione quando afferma che nel processo descritto non ne venga svilito solo il sistema sanitario, ma l’umanità stessa e, più in particolare, quando sostiene che la problematica della delega ai protocolli sanitari diagnostici «rimanda purtroppo a fatti storici che richiamano quel periodo storico oscuro che è stato il Nazismo, quando durante il processo di Norimberga si chiedeva ai carnefici di spiegare le loro azioni e loro dicevano “eh, abbiamo semplicemente obbedito agli ordini!”.
Per questo e tanti altri motivi, crediamo che la proiezione de “LA MORTE NEGATA” sia ben collocata in corrispondenza della data del 27 gennaio. Diciamo ciò – però – con estrema umiltà, senza voler nulla togliere alla giornata istituzionalizzata dedicata alla Shoah, quanto piuttosto offrirne un rilievo ed un’ attualizzazione, basato su una realtà vissuta ed ancora distopicamente attiva.
Certi che l’evento da noi voluto possa essere un valido inizio di approfondimento, di analisi e di riflessione delle problematiche esposte nel documentario, al quale la cittadinanza merita di poter partecipare, ed al quale ne seguiranno altri, con il contributo di tutti quei soggetti che con noi volessero collaborare. Grazie anticipatamente per la vostra preziosa partecipazione!
Segue parte dello Statuto dell’Associazione GRUDI*, che meglio fa comprendere le motivazioni della scelta che l’hanno portata ad organizzare questo evento.
*Dallo Statuto dell’Associazione GRUDI – GRUPPO D’INCONTRO
Art.3 – Assenza scopo di lucro – Divieto di distribuzione degli utili – L’associazione non ha fini di lucro, è apartitica ed aconfessionale e si ispira ai principi di solidarietà, sussidiarietà, democrazia e pluralismo. E´ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve comunque denominate o capitale a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori e altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso e di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo. Gli utili o gli avanzi di gestione sono impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
Art. 4 – Scopi – Finalità – Attività L’Associazione è senza fine di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, mediante lo svolgimento in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi, di una o più attività di interesse generale, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati.
Seguono gli scopi, le finalità e le attività indicate con maggiore dettaglio.
Gli scopi – Gli scopi Associativi sono quelli di contribuire alla vigilanza sul rispetto dei primi 12 articoli fondamentali della Costituzione italiana, di contribuire alla loro promozione, con il fine di elevare i livelli della coscienza civile e democratica della comunità e delle istituzioni, in modo particolare ponendo al centro del proprio interesse i diritti umani naturali ed inalienabili, sanciti anche nella “Dichiarazione universale dei diritti umani”. In allegato (1) si riportano i primi 12 articoli della Costituzione italiana, che, anche in forma estesa, vengono assunti integralmente dal presente Statuto.
Le finalità –Le finalità associative sono, in generale, quelle orientate all’arricchimento culturale, scientifico e coscienziale umano, sia individuale che sociale, nella importante prospettiva della tutela e della conservazione dell’integrità biologica dell’individuo umano e della specie umana in generale, ovvero soprattutto del suo genoma, dal quale dipende la vita delle cellule e dei loro processi vitali. Per tale finalità l’Associazione s’impegna, a partire dal livello territoriale locale, grazie alle iniziative interne ed esterne, ai progetti, alle attività proposte da essa o da altri enti associativi, ed ai quali sceglie e decide di partecipare. In tale ottica l’Associazione assume pertanto i contenuti degli articoli della Costituzione italiana, compresi dall’art. 13 all’art. 47, che sono allegati (2) al presente Statuto, e del quale fanno parte integrante, e più specificamente quelli relativi alle “libertà” ed ai “diritti”. La reale attuazione di questi ultimi ed il loro inveramento sono, in sostanza, finalità dell’Associazione, la quale per ottemperarvi intende – nel suo percorso – realizzare un “osservatorio di verifica”: ciò proprio per potersi dotare di uno strumento analitico, onde poter sollecitare il rispetto dei sopra citati articoli sia da parte degli enti istituzionali, che della comunità civile nel suo complesso. In tal senso l’Associazione intende contribuire ad imprimere, per quanto possibile, un riallineamento della società civile e istituzionale ai valori impliciti e/od espliciti negli articoli della Costituzione su menzionati, nonché, e soprattutto, in quelli espressi nella Dichiarazione Universale dei Diritti umani. Tali valori sono assunti dall’Associazione, la quale s’impegna ad inverarli in prima istanza al proprio interno, nelle relazioni fra associati, soprattutto nell’ottica dell’auto mutuo aiuto, della conoscenza di sé, a partire dall’ascolto e dal rispetto reciproco, che favoriscano il rifuggire da atteggiamenti e comportamenti vessatori e/o discriminatori.
Foligno, li 08-01-2024
Si coglie l’occasione per un sincero augurio ad ogni testata giornalistica e ad ogni altro ente in indirizzo, compresi tutti i loro organici, per un anno consapevole e riparatore – si spera anche con il loro contributo – dei tanti errori umani, e soprattutto per la fine delle molte guerre in corso, sia di quelle combattute con armi finanziarie, che militari, “sanitarie” e “climatiche”…
Per l’Associazione GRUDI – GRUPPO D’INCONTRO
Il Presidente
Alessandro Porcu